Ippocrate e la medicina scientifica
Ippocrate e la medicina scientifica
La medicina come modello della scienza
La più completa compenetrazione tra scienza e tecnica, ossia tra conoscenza teorica e sapere applicato, comprensione delle leggi della natura e trasformazione della stessa, si riscontra nella medicina del V secolo a.C. E proprio nella pratica medica, infatti, che «la mano e l'intelletto», per riprendere un tema caro ad Anassagora, trovano un'integrazione, in quanto la medicina mira ad alleviare le sofferenze del paziente attraverso l'unione di conoscenza teorica e intervento concreto sulle cause del male.
Non è un caso, probabilmente, che la più importante scuola di medicina dell'antichità quella di Ippocrate di Cos - sia sorta in uno dei periodi di maggiore espansione e splendore della civiltà greca.
Perciò il compito è di acquistare una scienza medica] così esatta che permetta di sbagliare poco qua e là: e io molto loderei quel medico che poco sbagliasse; ma la certezza raramente è dato vedere.

Ippocrate
A Taso l'uomo di Paro, che giaceva malato sopra il tempio di Artemide, fu colto da febbre acuta, all'inizio continua, di tipo ardente; sete; sul principio stato comatoso e poi a sua volta insonnia; intestino disturbato inizialmente, urina rada. Il sesto giorno minse urina oleosa, usci di senno.
Una visione unitaria dell'organismo da curare
Il merito principale della scuola ippocratica era quello di non perdere mai di vista la totalità del fenomeno della malattia o della salute. Sia nella fase di interpretazione dei "se-gni" della malattia sia in quella della cura, il medico doveva avere sempre presente la totalità dell'organismo del paziente. L'arte ha tre momenti, la malattia e il malato e il medico.
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